Buchteln all'albicocca.

dicembre 20, 2013


Vi ricorderete forse che un po' di tempo fa vi avevo promesso (per la precisione QUI) la ricettina di una golosità cui vi avevo momentaneamente mostrato solo le foto, rimandando ad un prossimo post i dettagli.
Azzardo un nome per queste brioches che non corrisponde a quello ufficiale, ovvero li chiamo affettuosamente Buchteln come un delizioso dolce dell’Alto Adige,  molto simile a quello che vi sto presentando.
In verità la ricetta è mia, inventata di sana pianta, dopo aver effettuato diversi tentativi per trovare le proporzioni perfette per del pan brioche da farcire, ma buonissimo anche vuoto, solo spolverato di zucchero a velo.
Ebbene il momento è giunto, prendete carta e penna (o almeno salvatevi questo post nei preferiti).
Allora prendete:
Prendete una terrina piuttosto capiente e mettetevi sul fondo il sale e lo zucchero (perchè non siano a contatto diretto con il lievito poi), versatevi sopra la farina, poi fate un piccolo cratere in cima dove spezzetterete il lievito.
Ai lati mettete il burro ammorbidito a fiocchetti, poi versate a filo il latte tiepido direttamente sul lievito che con le mani farete sciogliere.
Man mano che versate il latte, richiamate con le mani la farina ed il burro, fino a che l’impasto sarà uniforme.

E’ meno difficile di quanto si pensi, basta in pratica creare un vortice (o una spirale che dir si voglia) con gli ingredienti, girando in tondo con le dita dal centro (cioè partendo dal lievito sciolto nel latte), allargandosi man mano verso i lati (farina e burro), gli ingredienti si assorbiranno automaticamente un po’ per volta.
Bastano solo pochi muniti, non credete sia necessario impastare fino allo sfinimento o di doversi necessariamente affidare ad una impastatrice.
Quando noterete che l'impasto si stacca dalle pareti della terrina da sè (se questo non accadesse, aggiustare leggermente la dose con la farina: a volte può succedere che la proporzione non sia rispettata alla perfezione a causa dei bicchieri...in che senso? Che non tutti i bicchieri hanno le stesse dimensioni), trasferite l’impasto su un piano da lavoro e continuate a lavorare con le mani per poco tempo.
Se avrete impastato bene, noterete che sin da subito non si attacca al tavolo, anche senza infarinare il piano preventivamente.
Ora munitevi di bilancia e dividete l’impasto in palline di ugual peso.
Non tralasciate questo passaggio, perchè pesi diversi possono richiedere cotture diverse e ne deriverebbero brioches ben cotte miste a crude o bruciacchiate.
Chiaro che non cambiano 2 gr in più o in meno, ma su queste dosi 20 grammi fanno la differenza eccome.
Per esempio, questo impasto è la dose ideale per 7-8 buchteln a seconda che vi piacciano più grandi o più piccini.
Divise le dosi, lavorate con le mani per creare delle palline, poi sul piano di lavoro, schiacciatele e date loro una forma tondeggiante.
Al centro di ogni pallina, mettete un cucchiaino di confettura di albicocche (non di più o tracimerà) e poi (guardate le foto) ripiegate i quattro angoli (se di angoli si può parlare essendo tonde) su se stessi.
Ribaltate il buchteln così preparato su se stesso (ovvero mettete la parte piegata sotto), spennellate la superficie con un po’ di marmellata di albicocche (che ne luciderà gradevolmente  la superficie) e riponete direttamente in una teglia antiaderente a lievitare in luogo caldo e asciutto per 2-3 ore (il tempo dipenderà dalla temperatura che avete in casa).
Attenzione a questa fase perchè i buchteln sono molto delicati e sbatacchiarli equivale ad afflosciarli, interrompendo la lievitazione (=tempo, denaro e fatica persi).
Quindi riponeteli delicatamente in un luogo sicuro e non toccateli più fino a lievitazione avvenuta (il loro volume deve almeno triplicare).
Dopo di che, sollevate la teglia (sempre più delicatamente) e riponetela in forno già caldo a 170°-180° (a seconda che sia ventilato o meno) e cuocete per 8-10 minuti circa, finchè non li vedrete ben dorati e gonfi, SENZA APRIRE MAI IL FORNO per verificarne la cottura.
Quando il timer del forno vi darà l’ok, spegnete SENZA SFORNARLI SUBITO (o rischiate di farne pizzette moscie) e lasciate che la cottura continui a forno spento per alcuni minuti...il tempo di assestarsi bene e poi potrete sfornarli e ammirarli in tutto il loro splendore.
Non mangiateli bollenti, non li gustereste al meglio (ma è così per  più o meno tutti i dolci, no?), ma aspettate che si intiepidiscano, spolverizzate la superficie con abbondante zucchero a velo e buon appetito...magari gustateli accompagnati da un buon tè caldo.
Vi ricordo che non sono brioche confezionate, non conservateli per il giorno dopo...sì, sono commestibili, è ovvio, ma il sapore non è neanche paragonabile: vanno mangiati entro qualche ora dalla cottura per goderne al meglio.
N.B. L’ultima volta qualcuno -guardando la foto- ha parlato di treccia di pan brioche…no, sono solo le pagnottelle ben lievitate che aumentano tanto di volume da avvicinarsi molto l’una all’altra fino a sembrare un impasto unico.
Come vedete però, l’effetto è piacevole anche alla vista...ma sapeste al gusto!!!

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